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Barry Lyndon: un'evoluzione fallita (1975)

di Giuseppe Rausa "Questo secolo cristallino [il Settecento] nasconde un mistero. Vide prodursi il più brusco voltafaccia dello spirito umano che mai si fosse visto dopo il trionfo del cristianesimo, e benche' tutti, da allora in poi, abbiano preso l'abitudine di capire tutto, nessuno in questo evento ci capisce nulla" (B. Fay, La Massoneria e la rivoluzione intellettuale del Settecento) La camera settecentesca dell'enigmatico finale di 2001 indicava sinteticamente gli esordi di una fase della civilta' umana, fase "superata" con il viaggio oltre Giove dell'astronauta Bowman. Le vicende di Barry Lyndon invece indagano il Settecento e il sorgere rivoluzionario di quella nuova stagione della Storia e percio' in esse ritroviamo citati i due eventi fondamentali del secolo, la guerra americana (1776-83; le date del "risorgimento" USA sono ostinatamente presenti nel cinema di K [Lolita, Shining]) e la rivoluzione franc...
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Dermokratiya, USA

Con la quantità di chiacchiere dilaganti che giungono sulle interferenze russe, vale la pena di raccontare il ruolo giocato da Washington nel compromettere le elezioni russe del 1996. di Sean Guillory Nel mese di gennaio, la CIA, l’FBI, e la NSA hanno pubblicato il loro tanto atteso rapporto sulle interferenze russe [in inglese] nelle elezioni del 2016. Esso afferma che Putin ha avuto una “netta preferenza” per Trump, ed ha ordinato personalmente operazioni progettate per farlo eleggere. L’intervento della Russia, continua il rapporto, è stato il “più audace” nel suo “desiderio di lunga data di minare l’ordine liberal-democratico guidato dagli Stati Uniti”. Il clamore suscitato dalle macchinazioni russe ha una forte dose di ironia se si considera che, vent’anni fa, gli Stati Uniti hanno lanciato una campagna d’interferenza ancora più audace per garantire la rielezione di Boris Eltsin. Gli anni ’90 sono stati uno dei periodi più tumultuosi e tragici della stor...

Sergio Romano: «Nuova guerra fredda con la Russia? È colpa nostra. Di Putin non abbiamo capito nulla»

L’ex ambasciatore a Mosca: «Tutto è iniziato con l’allargamento della Nato a est. In Siria dobbiamo augurarci una vittoria di Assad. Trump? Putin sbaglia a fare il tifo per lui» di Francesco Cancellato «Non è la Russia che ha paura di una guerra con l’Occidente. Semmai è il contrario: siamo noi ad avere una paura irrazionale della Russia». Sergio Romano non usa mezzi termini nel leggere le crescenti tensioni tra l’Occidente e Mosca, che hanno spinto molti commentatori a parlare di nuova guerra fredda. Secondo l’ex ambasciatore italiano in Unione Sovietica e alla Nato, le vicende degli ultimi mesi partono da molto lontano: dall’allargamento della Nato ai Paesi che facevano parte del Patto di Varsavia, alla strategia di difesa missilistica attuata da George W. Bush, alle cosiddette rivoluzioni colorate in Georgia e Ucraina, sino alla guerra in Siria. Una storia, questa, in cui si legge in filigrana la «russofobia che è insita nella nostra cultura». Una russofobia attraver...